STORIE DI COYPU (NUTRIA) – YAGUA

Riportiamo la testimonianza di una persona che ha accudito una nutria. Un grazie da tutto lo staff
del blog sulla nutria.

Vorrei semplicemente smentire Enrica da Cremona sul fatto che “sui giornali non si leggerà mai di una nutria salvata e curata”, perchè a me è capitato esattamente questo!
Forse non verrà pubblicato dalla stampa, ma io 4 mesi fa ho salvato una nutria bianca, una giovane femmina, da una gabbia di cattura, e me la sono portata a casa!
Ora abita in una piccola stalla, in uno spazio chiuso di 7 mq. e uno spazio aperto di uguale superficie, con piscina a disposizione!
Non è diventata proprio domestica, però si lascia accarezzare e grattare sulle orecchiette, mi piace moltissimo (alla faccia di chi disprezza questi dolci animalini) e l’ho chiamata Yagua. A farle visita di tanto in tanto si sono un gatto e due cagnolini. E 45 cavie!!!

Cristina da Modena

FIG. 1 – Yagua (Myocastor coypus) salvata

LA SENSIBILITA’ DI CHI HA UN CUORE E UN CERVELLO

In attesa degli aggiornamenti a cui il blog sulla nutria sta lavorando, vorrei girare questa mail trovata in Internet e reperibile dal sito dell’associazione bairo.

“da Enrica da Cremona:
Concordo con l’ultima parte della prima info. Sterminare ad oltranza le nutrie non è la soluzione migliore. Un’operazione che da noi si fa con estrema facilità e chiunque incontra una nutria può tranquillamente ammazzarla in qualsiasi modo, senza incorrere in nessun reato, anzi…..
La soluzione finale è una iniziativa mediocre, tipica della nostra specie che, quando non sa come comportarsi di fronte a qualcuno che non conosce, preferisce eliminare il problema in modo drastico e naturalmente irrisolvibile. Questi animali hanno vita dura: importati per diventare pellicce, quando la moda è tramontata sono stati lasciati a loro stessi per finire ora nel mirino di umani senza scrupoli. Hanno pure inventato la leggenda del “topone da fogna” pur di renderli antipatici, ma queste bestiole sono solo dei castorini che stanno tentando di sopravvivere in habitat che non sono a loro naturali. Nessuno pensa a cercare qualcosa di meglio che imbracciare fucili o bastoni, così le nutrie sterminate lasciano liberi i posti ad altre nutrie che continueranno a riprodursi per finire poi come le precedenti.. Sono dei roditori e non dei carnivori. Timide e impaurite, non attaccano nessuno, ma cercano sempre di nascondersi.
Dalle nostre parti non si leggerà mai sui giornali di una nutria salvata e curata……nord tanto sensibile e amante degli animali……..Eppure sono creature davvero splendide. Basta saperle conoscere come meritano…..
Enrica”

Solo un paio di piccole precisazioni:
- le nutrie sono a tutti gli effetti fauna selvatica italiana in quanto naturalizzate da molti anni. Sono riuscite ad adattarsi ai nostri habitat in modo equilibrato (salvo particolari eccezioni dovute agli squilibri causati precedentemente dall’uomo);
- la quasi totalità di coloro che imbracciano un fucile si rivela palesemente ignorante in termini di ecologia e di scienze naturali. D’altronde da chi venera il piombo e il dio denaro non c’è nulla da aspettarsi!
Un grazie particolare anche da parte nostra a Enrica da Cremona.
FIG. 1 – Coypu mentre mangia dolcemente e tranquillamente lungo un corso d’acqua

LA LEGGE SALVA LE NUTRIE!

Riporto una notizia pervenutami tramite la newsletter della LAC. Ciò che è scritto dimostra che la vita degli esseri viventi ha un valore inestimabile dove nemmeno gli interessi economici possono trovare scampo. E’ un nuovo passo avanti che promuove le amministrazioni intelligenti e oneste verso questo fenomeno.

EMILIA-ROMAGNA – SALVE LE NUTRIE A POLESINE PARMENSE

Il TAR dell’Emilia Romagna, sezione staccata di Parma, sezione prima, a seguito di ricorso della LAC difesa dall’avvocato Massimo Rizzato, con sentenza n. 10/2010 del 15 dicembre 2009 ha annullato l’ordinanza del Comune di Polesine Parmense n. 3 del 9 gennaio 2009, con la quale il Comune stesso aveva consentito l’abbattimento delle nutrie su tutto il territorio comunale, al fine di contenerne il numero. Il Tribunale ha rilevato che il Comune di Polesine Parmense non ha in alcun modo comprovato la sussistenza di un’emergenza sotto i profili sanitario e della sicurezza pubblica, ed inoltre che la competenza in materia non è del Comune ma dell’amministrazione provinciale.

FIG . 1 – Castoro sudamericano (nutria) in un corpo idrico di campagna

LETTERATURA SCIENTIFICA SUL COYPU o NUTRIA (Myocastor coypus)

Di seguito riporto alcuni principali riferimenti bibliografici che il sottoscritto ha consultato e su cui si basa il presente sito, unico in Italia per quanto concerne l’informazione scientifica su questo roditore.

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Population structure of coypus (Myocastor coypus) in their region of origin and comparison with introduced populations

M. Laura Guichón 1 *, C. Patrick Doncaster 2 Marcelo H. Cassini 1

1 Departamento de Ciencias Básicas, Universidad Nacional de Luján, Rutas 5 y 7, (6700) Luján, Buenos Aires, Argentina   2 School of Biological Sciences, University of Southampton, Southampton SO16 7PX, U.K.

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A Novel Method for Capturing and Implanting Radiotransmitters in Nutria

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VANTAGGI E BENEFICI DELLA NUTRIA (Coypu – Myocastor coypus)

Il Coypu o Nutria (Myocastor coypus) è un roditore vegetariano che è stato importato dal Sud America per farne pellicce…ma non solo!

Come spiegherò in un prossimo articolo più approfondito, nel suo Paese di origine la Nutria viene usata sia come pelliccia che come alimento oltre che, in modo particolare, come animale da compagnia. Proprio in questo ultimo caso la Nutria appare tra i roditori più intelligenti e affettuosi in grado di rapportarsi bene con l’uomo; se le si dona amore sanno ricambiare con tanta tenerezza e affetto il sentimento dimostrato.
In Sud America ma anche in Europa la caccia alla Nutria è vietata perchè il Coypu è un animale che svolge un ruolo molto importante negli ecosistemi in cui vive e pertanto è fondamentale preservarne le caratteristiche di variabilità genetica.
La Nutria viene quindi impiegata anche nella gestione e nella bonifica di paludi e acquitrini perchè grazie alla loro alimentazione vegetariana sono in grado di tenere sotto controllo le popolazioni di piante acquatiche e permettere agli stagni, paludi, fontanili e altri corpi idrici di sopravvivere e di favorire così la vita dei pesci, dei gasteropodi e delle altre piante acquatiche.
La stessa funzione viene svolta per liberare appezzamenti di terreno e strade dalle erbe infestanti. La loro opera di scavo per cercare le radici inoltre (come fanno i lagomorfi) è utile per areare il terreno e permettere la colonizzazione di altri vegetali. Quest’ultima funzione viene anche favorita dalle feci di questi animali perchè in quanto vegetariani, i semi presenti in esse e le parti di piante lasciate cadere dalla Nutria mentre mangia, hanno modo di colonizzare nuovi ambienti e di espandersi.
Siccome le Nutrie occupano nicchie ecologiche prossime ad altri roditori – in primis topi e ratti – la loro presenza in un determinato ambiente, oltre ad essere indice di un buono stato, consente di tenere sotto controllo il numero di questi altri piccoli roditori e quindi svolgono un ruolo nel mantenimento di un equilibrio igienico-sanitario stabile (salvo eccezioni).
Un’altra importante funzione da non sottovalutare è l’ottimo equilibrio che si crea molto spesso tra Nutrie e fauna locale (avifauna soprattutto), in particolare per quanto concerne la distribuzione e la gestione delle risorse trofiche. In ambienti come parchi urbani, oasi naturali e simili, la presenza di Nutrie rende più vivo e magico l’ambiente e le persone – soprattutto i bambini – rimangono sempre affascinati da questi splendidi e innocui roditori.


FIG. 1 – Coypu o Nutria che vive in completa e perfetta armonia con la fauna locale

Ad esempio in luoghi come fontanili e parchi, dove la gente spesso esagera nel buttare il cibo agli animali, le Nutrie svolgono un ruolo di “spazzini” molto utile perchè un surplus di pane e altri alimenti creano squilibri faunistici e ambientali spesso disastrosi mentre i Coypu sono animali che si autoregolano. Naturalmente per gestire meglio il tutto occorre il solito buon senso delle persone che spesso è molto raro da trovare.
Da alcuni anni quindi (salvo casi particolari) la Nutria o Castorino è a tutti gli effetti fauna selvatica italiana proprio perchè vi sono prove e dimostrazioni che la nicchia occupata dalla Nutria è perfettamente integrata nei nostri ecosistemi.

RAZZE E COLORI DELLE NUTRIE

Non tutti sanno che il vero nome della nutria è Coypu (Myocastor coypus) o Castorino e non tutti si ricordano che proprio la famosa pelliccia di “castorino” è stata fatta allevando le nutrie. Fintanto che il business andava a gonfie vele si è utilizzato il nome di castorino, una volta fallito invece il nome si è magicamente tramutato in nutria. Sostantivo che come spiegato in precedenza significa Lontra (Lutra lutra) ma è usato anche per indicare il sottopelo dell’animale.  In attesa di ulteriori e interessanti approfondimenti su questo aspetto della nutria, vorrei rendere partecipe il pubblico sul fatto che esistono ben 200 varietà circa di colore di nutrie che sono state selezionate apposta per farne pelliccie. Qui di seguito ne elenco solo alcune che possono essere osservate anche nel nostro Paese.

1) oro-marrone

2) bruno

3) nero

4) ambra-oro

5) bianco albino

6) mosaico

7) bluastro

8 ) pastello

9) acciaio-oro

10) groenlandia chiaro

11) groenlandia scuro

12) perla

I tipi 1 – 2 – 5 – 10 sono tra le razze più facilmente osservabili in natura dalle nostre parti mentre il tipo 1 è il vero colore del Coypu importato dal Sudamerica.

Ringrazio per le foto il sito http://nutrie.eu

CONVEGNI, SEMINARI E CONFERENZE SULLA NUTRIA

La nuova Associazione MIFA è lieta di annunciare la disponibilità, da parte del biologo esperto di Nutrie Samuele Venturini, di tenere corsi, convegni, conferenze e seminari per divulgare le vere informazioni scientifiche relative a questo roditore e proporre progetti e metodi ecologici funzionanti per una corretta ed efficace gestione faunistica di questi meravigliosi animali.
Proprio il giorno 14 novembre 2009 in occasione della manifestazione intitolata “incontro con gli animali esotici e la fauna selvatica” (organizzato con il patrocinio del Comune di Buccinasco e con la collaborazione delle Associazioni Banca del Tempo e dei Saperi, Tom & Jerry, MIFA) nel Comune di Buccinasco è stata tenuta la prima conferenza di questo tipo ed è stata un successo. La popolazione è intervenuta con domande molto attente e mirate e l’esito è stato veramente positivo.
Il sottoscritto si propone di collaborare con le varie Amministrazioni Comunali italiane e le Associazioni che fossero interessate ad approfondire questa tematica.
Per informazioni, appuntamenti e dettagli si prega di rivolgersi alla mail presente nel menù “contatti”.

IMPORTANTE AGGIORNAMENTO IUCN: LA NUTRIA NON E’ PIU’ CONSIDERATA “PEST”

Recentemente è stata aggiornata la red list dello IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Per quanto riguarda la specie “Myocastor coypus” (Nutria), che attualmente è considerata a rischio minimo di estinzione (LC – Least Concern), si può leggere un’importante notizia: la popolazione di Coypu è in decremento demografico e non è più considerata specie invasiva in Europa bensì solo in America, nei pressi cioè del suo areale di origine.

Va precisato che la diminuzione della popolazione NON è dovuta agli interventi di eradicazione (che anzi ne hanno aumentato in modo spropositato il numero di esemplari, assieme all’attività venatoria e alle introduzioni illegali prepetrate proprio da alcuni cacciatori) bensì al raggiungimento di un equilibrio naturale raggiunto a seconda della capacità portante dell’ambiente.
Salvo casi particolari la Nutria da alcuni anni è infatti fauna naturalizzata e vive in armonia con la natura e la fauna locale.

FIG. 1 – aggiornamento IUCN 2009 sullo status della nutria nel mondo

E’ DIMOSTRATO: LA NUTRIA NON ARRECA DANNI ALL’AGRICOLTURA

Studi, testimonianze e osservazioni sul campo condotte in un Comune del Parco Agricolo Sud Milano (Sud-Ovest Milanese) hanno dimostrato la non fondatezza e l’inattendibilità delle false accuse mosse dagli organi di stampa ufficiali, da alcuni Consorzi, agricoltori e cacciatori secondo cui le nutrie (Coypu o castorini) causerebbero danni all’attività agricola. Questo e’ FALSO e i dati lo dimostrano. Ma andiamo per gradi.

Come scrissi qualche articolo addietro le principali accuse imputate a questi roditori possono essere raggruppate nelle seguenti classi:
1) danni alle colture
2) danni agli argini
Analizziamo ora i dati che scagionano la nutria da queste infamanti e pretestuose accuse.


FIG. 1 – campi coltivati con argini per irrigazione. In questi posti è forte la presenza di nutrie

1) LE NUTRIE E L’AGRICOLTURA
In alcuni Comuni del Parco Agricolo Sud Milano (e non solo) sono state eseguite osservazioni sul campo per constatare gli effetti della presenza delle nutrie sulle principali pratiche agricole.
Anche se lo studio è iniziato da alcuni anni, dedicherò la mia attenzione agli utlimi 2 anni sia perchè sono i più recenti sia perchè secondo le solite fonti disinformative il fenomeno nutrie è in continuo aumento, ma questo ultimo punto lo spiegheremo più tardi.
Mais, frumento, grano, riso, marcite, foraggi, soia sono solo alcune delle colture poste sotto esame da questo studio, eseguito appunto su Comuni con una forte presenza di nutrie fin dagli anni passati (almeno 10 – 15 anni fa). Ogni anno le aziende agricole procedono con la semina, la concimazione, l’irrigazione, le pratiche per il mantenimento fino ad arrivare al raccolto. Ebbene, ad ogni termine di questo ciclo agricolo si assiste ad un raccolto che è prossimo almeno al 98% circa di quanto seminato.
In agricoltura è impossibile avere il 100% del raccolto in termini numerici ed è anche errato fissarsi su questa mentalità. Se l’immaginario collettivo pensa che da un seme seminato corrisponde una piantina è in errore. Non si tratta mai di rapporto 1:1 perchè, prendendo ad esempio il mais, da 1 seme di ricava una pannocchia con (per semplicità ma sono molti di più) 50 semi! Un rapporto di 1:50. Il raccolto sarà quindi sempre in positivo, salvo naturalmente incidenti o catastrofi naturali.
Durante la semina, fin dai tempi più antichi, gli uomini e in particolare i contadini (quelli veri che amano la Natura, oggi ormai sempre più rari perchè accecati dal denaro) hanno sempre convissuto con gli uccelli che si cibavano delle sementi ma nonostante questo – che si ripete tutt’oggi – i raccolti sono sempre disponibili.
Anche quest’anno appunto su estesi campi coltivati, il raccolto è stato abbondante e le eventuali perdite rientrano nel normale bilancio. Queste perdite sono causate sia dalla tecnica adottata (fattori interni) che da fattori esterni. Per i primi cito solo un fatto esemplare: durante la semina, quasi tutte le piantine presenti ai bordi esterni del campo hanno difficoltà a crescere e a produrre il raccolto perchè sono molto esposte alle intemperie, ad una cattiva esposizione, all’inquinamento delle auto che passano vicino etc. Questo gli agricoltori lo sanno e lo prendono sempre in considerazione e rientra in quel 2% di “perdite” che è indicato sopra.


FIG. 2 – Le piante ai confini dei campi non sono da considerare ai fini produttivi

In quel 2% circa di “perdite” sono incluse le attività degli animali, inevitabili per ovvi motivi:
- l’uomo ha disturbato l’ambiente in cui essi vivono
- le colture sono mangiate anche dagli animali che a loro volta (tutti) aiutano l’ecosistema a non collassare.
Esattamente: la fauna selvatica (sia essa autoctona che alloctona) è di fondamentale importanza perchè grazie ad essa gli sconvolgimenti umani dettati appunto dall’attività antropica, possono essere compensati e ridimensionati. Ricordo che l’agricoltura intensiva e gli allevamenti sono la causa principale dei dissesti idrogeologici e dell’inquinamento idrico e atmosferico. Ciò non viene detto solo perchè potrebbe destabilizzare il sistema in cui oggi viviamo ma la realtà è proprio questa e in Rete si trovano studi mirati che dimostrano ciò.
Nel caso particolare, le nutrie se non hanno a disposizione della vegetazione spontanea (erba, prati incolti, etc.) possono in casi di necessità cibarsi delle piante coltivate presenti vicino all’acqua, raramente di addentrano. Questo però non vale solo per le nutrie ma per tutti quegli animali che vivono in campagna, dagli uccelli ai mustelidi, dagli insetti ai conigli. Anche l’uomo fa la sua parte difatti sono stati ripresi furti di pannocchie di mais da alcune persone.
Concludendo, anche secondo uno studio della Regione Lombardia non esiste nessuna correlazione tra i castorini e le spesso gonfiate perdite agricole. Gli unici effetti che gli animali possono causare all’agricoltura consistono in un’effettiva alimentazione delle suddetto colture ma questo avviene solo in particolarissime circostanze. Un caso su tutti e che riguarda le nutrie è la presenza in passato (ma non è detto che sia anche attuale) di allevamenti di castorini e le pratiche insensate di abbattimenti con gabbie e armi da fuoco. Oltretutto l’immissione di fauna per fini venatori crea davvero perdite ai raccolti e squilibri ambientali. La responsabilità quindi, ad essere onesti con la propria coscienza, è sempre dell’uomo e dei suoi interessi meramente economici.


FIG. 3 – Raccolto abbondante e senza perdite

2) LE NUTRIE E GLI ARGINI
Le nutrie scavano tane anche negli argini, questo è risaputo e l’ho sempre spiegato. Ma nessuna nutria ha mai causato i disastri che crea l’uomo. A parte questa piccola parentesi doverosa, le tane delle nutrie possono essere anche ricavate tra la vegetazione del sottobosco e a seconda dell’argine le tane variano di lunghezza. In alcuni casi non si parla di “cunicoli” ma di conche perchè alla nutria basta solo uno spazio di terra per ricavarsi un posto dove ripararsi e vivere pacificamente. Durante le osservazioni di questi anni si sono notate dei piccoli cedimenti di argine che hanno provocato la fuoriuscita di acqua da un campo di riso alla roggia sottostante MA nonostante questo il “danno” è stato comunque molto relativo perchè la produzione e il raccolto sono stati ottimi. Spesso inoltre per riparare questi inconvenienti è sufficiente coprire con della terra il buco ma tale operazione avrà solo una durata limitata. Le fuoriuscite di acqua però avvengono prevalentemente dove gli argini sono “nudi”, privi cioè di vegetazione. E’ risaputo infatti che le radici delle piante svolgono una funzione di consolidamento degli argini e infatti la piantumazione di questi ultimi è una tecnica a favore della stabilità delle opere idriche. Dove vi è vegetazione e vi sono le nutrie e le loro tane, gli argini sono solidi e non si sono mai avute perdite di alcun tipo.
Tra l’altro non sono solo le nutrie a scavare tane negli argini, anche molti altri roditori lo fanno così come mustelidi, lagomorfi, rettili, invertebrati, altri mammiferi etc. Da testimonianze sia dirette che indirette, l’instabilità degli argini è causata proprio dai mezzi agricoli sia perchè la terra crolla sotto il loro peso sia perchè le pratiche agricole prevedono l’uso a volte massiccio di diserbanti. Questi percolano poi nel terreno e con le piogge stagionali, avendo i nostri suoli delle caratteristiche idrogeologiche precarie, gli smottamenti sono all’ordine del giorno. Oltretutto i cacciatori nella stagione venatoria camminano sugli argini facendoli anche crollare. E’ facile poi dare la colpa agli animali!
Esistono molti modi per prevenire questi “danni” e come scriverò in un articolo più avanti, tali opere si basano sull’impiego di ingegneria ambientale e metodi ecologici.


FIG. 4 – Argini nel Sud-Ovest Milanese con presenza di nutrie (e altri animali). Attenzione, non vanno confuse le tane degli animali con gli anfratti naturali creati dall’erosione (naturale) dell’acqua.

Come si può notare le Nutrie sono INNOCENTI e non arrecano alcun danno all’agricoltura, anzi degi studi in corso stanno proprio rivalutando questa considerazione sotto aspetti positivi.
Questo studio procederà e sarà soggetto ad aggiornamenti in bae alle nuove scoperte e risultati raggiunti.


FIG. 5 – Coypu (Castorino o nutria) che mangia pacificamente l’erba spontanea che cresce sulle sponde di una roggia.

SULL’ALIMENTAZIONE E SULLA CONVIVENZA CON L’AVIFAUNA DELLA NUTRIA

Ultimamente mi è capitato di sentire persone che credono che il Coypu (Nutria) sia onnivoro e mangi anche pesce, uccelli e addirittura gatti!! Niete di più FALSO ovviamente e naturalmente.
Ma andiamo con ordine: la nutria è un roditore prettamente vegetariano, si ciba quindi solo ed esclusivamente di vegetali, ortaggi, frutta, verdura e farinacei. Tutto al più potrebbe occasionalmente cibarsi dei molluschi per il semplice fatto che questi invertebrati sono costituiti come una noce: il guscio con all’interno il “seme” (l’animale in questo caso). L’azione corrisponde esattamente all’apertura di un guscio in entrambi i casi. C’è da dire inoltre che spesso le nutrie mangiano molluschi alloctoni (portati dall’uomo) ma questo è in fase di studio.
Un’altra osservazione che invece ho documentato recentemente è stata che la nutria si ciba anche della Robinia pseudoacacia, una pianta alloctona importata dall’uomo anni fa e ora diffusa in tantissime zone.
Per quanto riguarda l’alimentazione, è comprovato che l’anatomia e la fisiologia degli organi interni digestivi e dell’apparato boccale sono a tutti gli effetti quelli di un CASTORO e soprattutto di un erbivoro.


FIG. 1 – Coypu (nutria) che mangia vicino alla sua roggia un vegetale

Certo, se una persona mette vicino ad una nutria una carcassa di un animale, è ovvio che provi ad assaggiarla ma questo dimostra ancor di più due cose:
1) la nutria è vegetariana perchè non è un predatore in quanto non v a caccia ad uccidere animali;
2) in natura la Nutria è prettamente vegetariana ma l’uomo interviene creando squilibri, immettendo cioè alimenti che non sono pertinenti con l’alimentazione vera di questi castori sudamericani, oltretutto se non fosse vegetariana non mangerebbero le colture agricole! E qui i disinformatori si sono tirati la zappa sui piedi!
Mi è stato detto anche che la nutria ha ucciso dei gatti e che attacca le gallinelle d’acqua. Anche qui risulta essere TUTTO FALSO, sia perchè chi dice queste cose non ha le prove ma parla solo per sentito dire, sia perchè è scientificamente provato che ciò non avviene! Difatti i roditori come le nutrie e i castorini non hanno lo scheletro adatto e le articolazioni giuste per mordere altri animali, inoltre quasi sempre la moria di altri animali è da imputarsi all’uomo e vi illustro un tipico esempio sconcertante.

FIG. 2 – Scheletro di Castor fiber (Castoro), del tutto simile a quello del Coypu, entrambi erbivori. Si noti come le vertebre del collo e la conformazione delle ossa delle zampe e della schiena sia quella tipica di un erbivoro.

FIG. 3 – Scheletro di un Leone (un predatore carnivoro). Da notare le vertebre e le articolazioni del collo, delle spalle e delle zampe sia anteriori che posteriori.

Alcuni giorni fa ho sentito una voce dire che le nutrie avevano attaccato delle gallinelle d’acqua quando, dopo alcune indagini, ho scoperto dal proprietario di un laghetto in cui vivono questi animali, che non sono state le nutrie bensì dei ragazzi che si “divertono” a tirare i sassi agli uccelli (gallinelle d’acqua in questo caso) e che per ripararsi salivano sugli alberi. Questo dimostra il vandalismo e la pericolosità dell’essere umano che addirittura vuole incolpare ingiustamente un animale così pacifico e affettuoso come il Coypu.


FIG. 4 – Nutrie insieme alle gallinelle d’acqua (giovani e adulti), ennesima prova e dimostrazione che le nutrie non arrecano nessun danno all’avifauna locale. Come si può notare sono intente a cercare cibo sul prato e tra le loro prelibatezze vi sono l’erba e il pane che le persone lasciano a loro.

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